Perché "Vino Naturale"

Perché vino naturale? In parole povere perché la natura ha già fatto tutto per noi, o quasi. È un cambio di prospettiva, il vignaiolo naturale – come siamo noi di VNA - crede prima di tutto nella terra, nelle piante di vite che ci crescono e nella loro libera, ma sempre vincente, capacità di adattarvisi. Per questo non interviene mai con derivati sintetici in campagna.

Cosa significa? Significa non utilizzare alcun erbicida, alcun fitoterapico e tanto meno fertilizzanti. Il vignaiolo naturale preferisce limitare l’uso delle macchine, meglio una gestione manuale accurata e gentile di ogni ettaro, meglio parlare in faccia alle piante, solo così le si conosce veramente. Fare vino naturale è un modo di rivolgersi alla campagna etico e sostenibile, è praticare un’agricoltura che non intensiva, ma attenta alla preservazione di un territorio.

Poi viene l’autunno, il tempo della raccolta prima e della cantina poi. In questa fase il lavoro del vignaiolo naturale è quello di fare il possibile per l’espressione di tutto quello che si trova già racchiuso in potenza nelle sue uve. Non servono astrusi derivati tecnologici, ma solo rispetto, passione e cura: questi gli ingredienti della trasformazione naturale del mosto in vino.

E alla base di questa trasformazione c’è una semplice reazione chimica, quella dei lieviti che nutrendosi degli zuccheri dell’uva li trasformano in alcol etilico. Ora il vignaiolo potrebbe facilmente omologare il gusto del suo vino addizionando lieviti commerciali, il vignaiolo naturale invece si ricorda della sua terra, del lavoro e della bellezza di quella armonia vegetale e sceglie di fidarsi dei soli lieviti presenti sulla buccia dell’uva - lieviti “indigeni” - e di lasciare che la fermentazione si inneschi autonomamente. Certo c’è più rischio, tante cose possono andare storte, possono incepparsi, ma se tutto termina come deve terminare il gusto del suo vino non somiglierà a quello di nessun’altro, tanto meno a quelli dei cosiddetti convenzionali

Ma non è ancora finita, fare vino è un processo lungo, di cui la fretta è il peggior nemico. Ogni cosa a suo tempo, così durante tutto l’inverno il vignaiolo naturale mescola e travasa il suo vino per pulirlo da quei piccoli depositi che si sono creati all’interno, evitando filtrazioni meccaniche, certo più rapide ma anche molto più invasive. E così via, intervenendo il meno possibile, alla primavera o alla primavera successiva o quando sarà semplicemente giunto il momento giusto, inizierà ad imbottigliare, senza chiarificare chimicamente, senza ulteriori filtrazioni, e aggiungendo la minor quantità possibile di solfiti al fine solo di garantire la durata nel tempo del suo vino.

Il vino naturale è forse un paradosso nella nostra epoca dove l’uomo interviene così massicciamente in tutto, perché è un vino dove per avere di più si deve fare di meno. Una sfida per ogni produttore, un cambio di prospettiva dalla quale non si torna più indietro.